Le montagne di Longobucco, ricche di galena argentifera, furono sfruttate fin dall’antichità da Sibariti, Crotoniati e Romani per la produzione di monete. Documentate dal XII secolo, le miniere conobbero grande sviluppo sotto Angioini e Aragonesi, rendendo celebre il borgo e i suoi maestri argentari. L’attività proseguì fino al XVIII secolo, ma declinò per gli alti costi e il terremoto del 1783. Tentativi successivi di ripresa fallirono definitivamente.

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