Warning: Creating default object from empty value in /home2/ab55663/public_html/wp-content/themes/editorial/functions/admin-hooks.php on line 160

Si mise a cantare una delle…

S i mise a cantare una delle stazioni della via crucis, a gola spiegata quanto le forze e l’affanno glielo permettevano; ed i ragazzi, udendolo, presero più forte a schiamaz-zare, urlando e fischiando. Questo valse ad eccitarlo ancora, sempre più, tanto che appena giunti sulla Cimapedata deposta la croce – la poggiò piano piano a terra, con ri-spetto – si volse a loro e con la più grande semplicità, or-mai completamente fuori di senno, propose che ve lo in-chiodassero sopra. Nei ragazzi, la proposta non destò molta sorpresa, era ancora il gioco che continuava; né li sbigottì l’idea di versa-re del sangue. Erano abituati a vederlo sgorgar vivo e tra-sformarsi in grumi rossi come garofani nei recipienti, quando, sulla piazzetta, si sgozzavano i maiali e i capretti. Qualcuno di loro, anzi, per buon augurio, aveva avuto tra le mani il coltello e aveva, divertito, aperto la via alla morte nella gola della bestia da macellare. Si guardarono tra loro, qualcuno sorrise, gli altri non considerarono per nulla la proposta che forse non avevano ben afferrata. «Come il crocifisso in chiesa?» domandò Cosimicchio. E Gesuino fece di sì, con la testa; poi si girò verso Cincia che gli chiedeva: «E i chiodi, dove li troviamo?» «Ci sono questi qua, prendete questi!». Tutti guardarono il mazzetto dei tre chiodi argentati tra i simboli della passione schierati lungo l’asse orizzontale della croce ai loro piedi. Cosimicchio disse: «E tu…. ci stai veramente?» E Gesuino: «Certo!» E ancora Cosimicchio: «Giura!» e lui, testardamente deciso: «Non giuro, ma voi prima mi legate, così debbo starci per forza!». «Con le cinghie dei pantaloni!» risolse Turi. Cincia e gli altri facevano domande, pure non avevano ancora preso sul serio la proposta. L’idea di offrire alla popolazione di Malifà un crocifisso autentico, cominciò a piacergli solo allorché Gesuino, per rompere ogni indugio, si sdraiò sulla croce ed attese, con le braccia aperte, guardandoli quasi supplichevole. Bisognò togliere i simboli, poi Gesuino poté ridistender-si sullo scomodo apparecchio di morte; e Cincia per primo, poi gli altri, Ilario di Mangiafavi e Cosimicchio, si tolsero le cinghie dei pantaloni. Legarono stretti alla croce i polsi e le caviglie della volontaria vittima, intanto che gli altri tre andavano in giro cercando pietre adatte ed anche dei pali per scavare la fossa nella quale piantare la croce. Gesuino era ormai incapace di riflettere sull’assurdità del proprio sacrificio e guardava in tranquilla attesa le nuvole andare veloci sul cielo, parendogli che da un momento all’altro lassù dovesse aprirsi uno squarcio attraverso il quale sarebbero comparsi gli angeli di Dio pronti a cogliere l’ultimo suo respiro e a precipitarsi, poi, a prenderlo per condurlo al cospetto del Signore. Ma quando Cincia si inginocchiò e ridendo gli posò sul palmo della mano destra la punta d’un chiodo e alzò la mano armata d’un grosso sasso, trovò un momento di ragione lucida, gridò disperato ed ebbe uno scatto di tutti i nervi. Il suo corpo si arcuò e si contorse per vincere i legami, ma Cincia, con l’innata crudeltà che è nei piccoli, calò un colpo forse apposta, per quella reazione, esagerato. Il chiodo intaccò l’osso e trapassò la mano che si rattrappì riempiendosi di sangue. Poi, con altri tre colpi, si fissò nel legno; mentre Gesuino, vinto da un dolore atroce, entrava in un buio simile al sonno e non sentì il secondo chiodo forargli la sinistra e fissarla all’altro braccio della croce. Poi si sentì la campana suonare a martello invocando aiuto. I ragazzi si girarono sorpresi verso il paese e videro una lenta colonna di fumo salire nera verso il cielo ed avvertirono grida. Allora, non si curarono più di Gesuino. Ormai stanchi di un gioco, si sentivano attratti da un altro, emozionante pur esso. Presero la corsa e scesero a rovina verso Malifà.



A proposito di Sharo Gambino

Vai al libro di Sharo Gambino
avatar

Ancora nessun commento.

Replica