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L’onorevole era sulla sessantina,…

L ‘onorevole era sulla sessantina, ma si manteneva abbastanza bene; pareva più giovane malgrado avesse tristi gli occhi grandi quanto quelli d’una vacca e paresse sempre preoccupato per via delle rughe che gli segnavano la grande fronte. «Ti serve qualcosa?» chiedeva ad ognuno; e se gli rispondevano no pareva ne provasse dispiacere e insisteva, quasi che il favore lo facessero a lui. Così riempì un taccuino di indirizzi e di appunti, perché quasi tutti avevano bisogno di una raccomandazione o di sapere che fine avesse fatto una pratica. Parecchi si ebbero in regalo cinquecento o mille lire ciascuno e quella sera tutti si convinsero che fosse un galantuomo, che gente come lui mai ne era scesa a Malifà. Infine rientrò ed insieme a Varra e a due o tre che per tutta la serata, con un sorriso di beatitudine sulle labbra, gli erano stati ai fianchi, mangiarono allegramente un capicollo che era veramente squisito e bevvero un paio di fiaschi di vino. La mattina dopo, prima di partire, assicurò che la strada la potevano considerare già fatta, perché lui, in quella stessa giornata, avrebbe parlato per telefono col Ministro dei Lavori Pubblici il quale era suo intimo amico e certo presto, assai presto, prestissimo, sarebbero cominciati i lavori. Volevano altro? Rimase simpatico e tutti gli dettero il voto



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Una risposta to “L’onorevole era sulla sessantina,…” Resta in contatto

  1. marcello sdanganelli ottobre, 2013 at #
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    Come sono cambiati i tempi e come adesso tutti avrebbero chiesto un posto di lavoro, ammesso che qualcuno di quei signori avesse il coraggio di farsi vedere senza rischiare di farsi molto male. Davvero che è difficile sentirsi in democrazia, anche a fare sforzi è difficile sentirsi rappresentato. I diritti essenziali dovrebbero ovunque essere riconosciuti perchè i doveri vengano ovunque osservati, senza distinzioni di razza e religione, ma solo per civica convivenza. Sharo Gambino è proprio bravo, senza volerlo mi ha portato lontano

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