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Banditi e Briganti – Introduzione

Come mai la memoria e il ricordo dei briganti, i loro nomi, le loro imprese sono vivi ancora oggi mentre sono caduti nell’oblio i nomi di coloro che li hanno combattuti e battuti? Perché di quei generali, acclamati come vincitori, come eroi, fieri e impettiti nelle loro divise, orgogliosi d’avere sterminato i briganti, ammirati e contesi dalle dame del tempo si sono dispersi i loro nomi di cui non c’è più che un pallido ricordo?

Come mai oggi, salvo qualche eccezione, nessuno più li ricorda o li onora e, tranne le targhe sparse per le città d’Italia dove sono nati o le vie a loro intitolate tantissimi anni fa, sono sempre in pochi a occuparsi delle gesta di questi eroi o a ricordarne i nomi? E, al contrario, perché di briganti si parla in convegni, mostre, musei, e addirittura c’è qualcuno che vorrebbe intitolare loro delle strade o delle piazze?

Quelli che un tempo hanno sparso il terrore sono diventati un’attrattiva culturale per richiamare turisti incuriositi dalla possibilità di percorrere i sentieri dei briganti, di provare il brivido, almeno per una sera, di mangiare come hanno mangiato loro, di ascoltare le loro canzoni o di assistere a rappresentazioni teatrali all’aperto sugli stessi luoghi dove un tempo si sono svolti i fatti briganteschi. Perché la borghesia del Nord, che ha voluto l’Unità d’Italia e che ha mandato i suoi giovani prima a realizzarla e poi a difendere con le armi in pugno la grande idea della costituzione dello Stato italiano, non ha più difeso quei suoi figli?

Rispondere a queste domande non è semplice, ma forse occorre partire da qui per cercare di comprendere una serie di problemi e di fare il punto su questioni e nodi problematici ancora irrisolti a distanza di 150 anni dall’Unità d’Italia.

da “Introduzione” a Banditi e Briganti. La rivolta continua dal Cinquecento all’Ottocento, Rubbettino, 2011

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A proposito di Enzo Ciconte

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Enzo Ciconte è stato consulente presso la Commissione parlamentare antimafia dalla XIII alla XV legislatura (1997- 2008). È docente di Storia della criminalità organizzata presso l’Università di Roma Tre. Tra le sue pubblicazioni ricordiamo: ’ Ndrangheta dall’Unità a oggi, 1992; Mi riconobbe per ben due volte. Storia dello stupro e di donne ribelli, 2001; Mafie straniere in Italia. Storia ed evoluzione, 2003 e, per Rubbettino, ’ Ndrangheta, 2008 e 20112; Storia criminale, 2008; con Vincenzo Macrì Australian ’ndrangheta, 2009; con Nicola Ciconte Il ministro e le sue mogli. Francesco Crispi tra magistrati, domande della stampa, impunità, 2010; con Vincenzo Macrì e Francesco Forgione Osso, Mastrosso, Carcagnosso. Immagini, miti e misteri della ’ ndrangheta (illustrazioni di Enzo Patti), 2010; ’ Ndrangheta padana, 2010.

2 risposte to “Banditi e Briganti – Introduzione” Resta in contatto

  1. vincenzo ottobre, 2013 at #
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    ..perché gli unici a concedere qualcosa di materiale(solidarietà) a contadini e braccianti..”Ninghe Nanghe ,peccè sì muerte? Pane e vino nan t’é mancate La ‘nzalate sté all’uerte Ninghe Nanghe,peccé si muerte?”

  2. vincenzo ottobre, 2013 at #
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    ….banditi:da Arbitrio o discorso primo..nel Regno di Napoli ..T. Campanella ..Stilo 1568 pagina 227

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