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Per arrivare a San Luca,…

Per arrivare a San Luca, paese natale di Corrado Alvaro, bisogna, in agro di Bovalino, contrada San Nicola, lasciare la Nazionale Jonica e avventurarsi per una stradetta provinciale non molto agevole, che fiancheggia per un buon tratto il torrente Bonamico. Intorno è l’arido paesaggio biancheggiante delle serre joniche, con piccoli ulivi, che però danno olio squisito, e rada vegetazione. Il grano cresce a ciuffi, stento e gramo, mentre florida è la vite che, nutrita dei sali della terra e del mare, dà vini aromatici e forti, il Cirò, il vino di Bianco, il Greco e il Mantonico. Si adagia San Luca su una bassa pendice della Pietra di Febo, un caratteristico monte di arenarie erose dall’acqua e dall’aria. Somiglia, il monte, a un castello in rovina e s’inquadra nel paesaggio che è suggestivo e solenne. In lontananza le cime dei monti appenninici si profilano scabre; in basso si perdono verso il mare di cui si sente la misteriosa e vaga presenza, argille e crete dilavate dalle piogge o bruciate dal sole che, qua, splende implacabile e a picco. Poco discosto da San Luca scorre il torrente Bonamico, le cui sorgenti si perdono nel cuore dell’Aspromonte, pressoMontalto, là dove sorge solitario e mistico il Santuario della Madonna di Polsi che è un po’ il luogo obbligato degli scrittori calabresi (Alvaro, Perri, Seminara)2. Di là il Bonamico si scava una faticosa strada attraverso valloni inaccessibili, che si chiamano Valle di Castanìa e Valle degli Oleandri.

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Gesuino salì per ultimo,…

Gesuino salì per ultimo, dietro sua madre. Sedendo, gli parve di sprofondare e sentì un vuoto allo stomaco, ma fu un momento; poi girò lo sguardo attorno e restò gradevolmente sorpreso di tutto quell’ordine e delle cromature che c’erano all’interno della corriera. Così non vide i movimenti dell’autista il quale, dopo aver distribuito i biglietti s’era messo al proprio posto e aveva dato l’avvio. Sentì un improvviso sussulto di tutta la macchina, un tintinnio dei cristalli e poi ancora quel senso di vuoto allo stomaco. Guardò dal finestrino: le case del paese gli stavano sfilando dinanzi rapidamente, ad una ad una. Alcune avevano le finestre già aperte e si vedeva l’interno illuminato dalla lampadina gialla, letti scomposti, uomini in maniche di camicia, donne in sottana; altra gente si faceva sull’uscio e salutava con la mano qualcuno sulla corriera. Poi fu la campagna appena sfiorata dal primo sole che l’indorava.

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